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Si è recentemente inaugurata “Diciassette & Trenta Classica”, la rassegna che si svolge al Teatro Diana di Napoli, la cui direzione artistica è affidata a Antonello Cannavale e Alberto Maria Ruta. Ad aprire una stagione, che ha raggiunto il notevole traguardo dei quindici anni, è stato chiamato il Trio des Alpes, formato da (violino), Claude Hauri (violoncello) e Corrado Greco (pianoforte), che ha proposto un interessante programma focalizzato sull’utilizzo di motivi popolari nella musica colta.
Primo brano della serata il Trio in sol maggiore Hob. XV/XXV “Zigeuner”, composto da Franz Joseph Haydn nel 1795, fra le composizioni più celebri dell’autore austriaco nell’ambito di questo organico. L’appellativo con il quale è conosciuto, “Zigeuner Trio” (ovvero Trio gitano), deriva dalla presenza, nel movimento finale, di un rondo “all’ungherese”, caratteristico dello stile zingaresco. E’ stata poi la volta del Trio in mi minore, op. 90 “Dumky” (1890-91) di Antonín Dvořák, così chiamato perché costituito dalla successione di sei dumka, genere di origine ucraina, legato alla ballata di natura epica, contraddistinto dall’alternanza di momenti malinconici ed allegri. Chiusura con il Trio su melodie popolari irlandesi, commissionato nel 1925 allo svizzero Frank Martin, all’epoca residente a Parigi, da un ricco americano di origini irlandesi. Il compositore elvetico, dopo aver consultato una raccolta di canti e danze dell’Irlanda, diede vita ad un pezzo che conteneva le melodie più note, sicuramente riconoscibili, ma arrangiate utilizzando un taglio moderno, al punto che il committente non fu per niente contento dell’esito conclusivo. A confronto con i brani proposti, il trio ha messo in evidenza un ottimo affiatamento ed una notevole bravura, considerando anche l’elevata difficoltà, insita in particolare nel pezzo di Martin, dando vita ad un concerto di grande livello. Pubblico numeroso e partecipe, che ha chiesto ed ottenuto un bis, costituito dall’Andante del Trio n. 1 in re minore, op. 49 di Mendelssohn, eseguito dall’ensemble con estrema eleganza, a chiusura di questo primo splendido appuntamento della stagione del Diana.
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