Le matinée della Nuova Orchestra Scarlatti aprono con un omaggio a Pergolesi
Scritto da marco del vaglio   
Venerdì 18 Marzo 2011 17:15

Nuova_Orchestra_Scarlatti-prima_matine_Diana

La prima delle tre matinée della Nuova Orchestra Scarlatti, tenutasi recentemente al Teatro Diana, ha visto gli archi della compagine napoletana confrontarsi con la musica di Pergolesi. Due i brani in programma, la Trio-sonata in sol per archi e lo Stabat Mater per archi, soprano e contralto. Per essere più precisi, il primo è oggi attribuito al veneziano Domenico Gallo, ma per buona parte del Novecento era considerato di indubbia matrice pergolesiana, al punto che Stravinskij ne elaborò il primo movimento, utilizzandolo nell’incipit del suo Pulcinella, il cui titolo completo è “Balletto con canto (musica da Pergolesi)”.

Al grande autore, nato a Iesi nel 1710 e morto a Pozzuoli alla giovanissima età di 26 anni, appartiene indiscutibilmente il celeberrimo Stabat Mater, sequenza il cui testo si deve a Jacopone da Todi.

La composizione gli fu commissionata dalla confraternita napoletana laica dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per accompagnare la liturgia della Settimana Santa, sostituendo in tal modo la versione scritta venti anni prima da Alessandro Scarlatti, su richiesta della medesima pia istituzione.

Si può dire che, fin dal suo esordio, il pezzo ha sempre goduto di una grande notorietà, non solo per la sua bellezza intrinseca, ma anche perché la tradizione vuole che sia stato completato quasi in punto di morte.

Ad ogni modo questo capolavoro può essere considerato, a ragion veduta, una summa della produzione pergolesiana, poiché in ognuna delle dodici parti che lo costituiscono, l’autore ha mostrato un volto differente, legato ad un repertorio che abbracciò praticamente tutti i generi, dal sacro al profano.

Una peculiarità sottolineata dal maestro Enzo Viccaro, consulente musicale della Nuova Orchestra Scarlatti, durante l’ottima presentazione che ha preceduto lo Stabat, la cui esecuzione si è mossa lungo questa linea, che non sempre viene seguita appieno.

Veniamo quindi agli interpreti, con gli archi diretti da Luigi De Filippi, che dopo la breve e delicata Trio-sonata, hanno dovuto confrontarsi con le armonie complesse del pezzo religioso, supportando una coppia di cantanti formata dal soprano Cristina Grifone e dal mezzosoprano Paola Esposito, con esiti complessivi che hanno permesso alla prima di dare sfoggio della sua notevole bravura ed emergere decisamente su tutto l’organico.

Pubblico numeroso, discretamente attento e partecipe, che si è dato appuntamento al secondo dei tre concerti, previsto per il prossimo 27 marzo, il cui programma sarà incentrato su musiche corali.

Giovanni_Battista_Pergolesi

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