Il "Bach in Progress" di Susanna Canessa
Scritto da marco del vaglio   
Lunedì 23 Maggio 2011 16:43

Johann_Sebastian_Bach

Le Suite per violoncello solo, catalogate come BWV 1007-1012, risultano fra i capolavori assoluti nell’ambito della produzione bachiana. Scritte quasi sicuramente durante la permanenza di Bach a Köhten (1717-1723), al servizio del principe Leopoldo, furono probabilmente pensate per due violoncellisti di corte, Christian Ferdinand Abel e Christian Bernard Linike. Non si conosce, però, la loro esatta destinazione, anche se una delle ipotesi maggiormente accreditate risulta quella didattica, il che ha favorito la scarsa attenzione ricevuta per molti decenni fra gli addetti ai lavori.E’ comunque certo che, senza il decisivo apporto di Pablo Casals, che ancora tredicenne scoprì casualmente un’edizione delle suite bachiane in un negozio di Barcellona e ne comprese subito l’importanza, facendole conoscere al mondo intero, difficilmente oggi ne parleremo in modo così diffuso.

Le suite di Bach sono state recentemente fonte di ispirazione per la nota folksinger e violoncellista Susanna Canessa, che ha concepito lo spettacolo “Bach in Progress”, proposto al Teatro Spazio Libero di Napoli, in collaborazione con l’Associazione “Imprenditori di Sogni”. Lo scopo dell’allestimento era quello di partire dai movimenti più conosciuti delle varie suites, in modo da ottenere particolari sinergismi sia con strumenti diversi dal violoncello (supportando in questo chi sostiene che almeno le ultime due suites potrebbero essere state scritte per altri strumenti solisti), sia fra la musica ed altre espressioni artistiche. Lo spettacolo si apriva con la Sarabanda della V suite (riproposta poi per vibrafono ed infine per violino, a suggello conclusivo), seguita da abbinamenti che coinvolgevano, da una parte uno o più strumenti e, dall’altra, movimenti di danza, azioni teatrali, performance pittoriche, alternati a momenti esclusivamente musicali e a due interventi ai quali prendeva parte un attore che impersonava il giovane Bach.

Il risultato complessivo si concretizzava in un’insieme di emozioni, scaturite da una fusione fra le varie forme, che aveva come grande pregio quello di evitare dispersioni e distrazioni, quasi sempre inevitabili quando si affrontano operazioni di questo tipo. Fra i molti momenti di grande intensità, ricordiamo i movimenti coreografici che hanno accompagnato il Preludio dalla Suite n. 1 e l’Allemanda della Suite n. 2, mentre musicalmente interessante appariva la resa dei movimenti anche su strumenti diversi dal violoncello e, soprattutto, l’unione fra violoncello e percussioni, che riproduceva l’atmosfera rinascimentale.

Per quanto riguarda il folto gruppo di interpreti, grande merito va, innanzitutto, a Susanna Canessa, ideatrice del suggestivo spettacolo ed ottima interprete al violoncello, che come è sua abitudine, si è circondata di un gruppo bravo ed affiatato. E, se per la parte strumentale, si è affidata ad un’esperta violinista come Nunzia Sorrentino e al talento del giovane ensemble Dubludio (formato dal chitarrista Salvatore Schiano e dal percussionista Dario Mennella), nelle altre forme d’arte si è avvalsa di un gruppo di giovani molto promettenti, che abbinano entusiasmo e professionalità, come la danzatrice Giovanna Rosco, il pittore Sal Vaccaro, le attrici Roberta Astuti e Claudia Natale, l’attore Yuri Napoli, con Gerardina Caliendo alle luci.

In conclusione uno spettacolo che si traduce in un significativo omaggio a Bach, utilizzato anche come tentativo di addentrarsi nel suo universo, ancora oggi permeato di mistero, la cui avventura è appena partita, considerando che, essendo “in Progress”, conoscerà sicuramente sviluppi futuri.

Susanna_Canessa

 

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