Il recital di Emanuele Cardi esalta le potenzialità dell’organo della Chiesa dei Padri della Mission
Scritto da marco del vaglio   
Mercoledì 15 Giugno 2011 22:31

 

Organo_Chiesa_Padri_Vincenziani

L’immenso patrimonio organario che caratterizza la città di Napoli è una continua fonte di sorprese, a volte negative, quando capita di scoprire uno strumento irrimediabilmente deteriorato, altre volte positivo, come nel caso dell’organo della Chiesa dei Padri Vincenziani, sita nel popoloso quartiere dei Vergini, con alle spalle una lunga storia di restauri e rimaneggiamenti spesso approssimativi, da poco riportato a nuova vita dal dr. Gian Marco Vitagliano. Per celebrare l’evento, è stata organizzata una breve rassegna, che ha recentemente ospitato il maestro Emanuele Cardi, organista titolare della Chiesa di S. Maria della Speranza a Battipaglia (SA).

 

Il musicista ha proposto una serie di brani tratti dal repertorio di autori, alcuni noti, altri meno conosciuti, vissuti prevalentemente nel periodo barocco. Una particolare attenzione era rivolta nei confronti dei compositori attivi a Napoli, i cui brani provenivano quasi tutti dalla biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella. Il concerto ha avuto inizio con la Sinfonia per organo di Niccolò Piccinni (1728-1800), seguita da una Pastorale del compositore ed architetto piemontese Bartolomeo Franzosini (1768-1853).

Nuova incursione nel repertorio della scuola napoletana, prima con una Fuga di Nicola Porpora (1686?-1766), poi con una Sonata di Giovanni Paisiello (1740-1816), conservata in un archivio veneziano. E’ stata quindi la volta di due Sonate, una del francescano bolognese Giovan Battista Martini (1706-1784), che fu anche docente di Mozart, l’altra del padovano Gaetano Valerj (1760-1822). Ultimi pezzi in programma, per quanto riguarda gli autori “napoletani”, una Pastorale di Nicola Zingarelli (1752-1837) e due Sonate, appartenenti rispettivamente a Giacomo Insanguine (1728-1795) e Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736).

La chiusura è stata invece affidata al Concerto n. 4, da “La Stravaganza” di Antonio Vivaldi (1678-1741) e ad un’altra Sonata di Valerj.

Nel complesso si poteva notare come la maggior parte dei brani eseguiti, di grande piacevolezza e brio, fossero molto più vicini all’opera che alla musica sacra e, non a caso, una delle poche eccezioni risultava la Sonata di Martini. Riguardo all’interprete, il maestro Cardi ha mostrato una notevole padronanza del repertorio eseguito, facendo emergere nel contempo le potenzialità di un organo, grazie anche alla scelta di brani particolarmente ad uno strumento che ci ha favorevolmente impressionato per le sue sonorità. L’augurio conclusivo è che questa breve rassegna inaugurale, iniziata con monsignor De Gregorio ed il soprano giapponese Yumi Kyo, che si chiuderà a fine mese con un concerto del duo formato dal contralto Daniela del Monaco e dall’organista Roberta Schmid, non rimanga un episodio isolato, ma sia solo la prima di una lunga serie.

EmanueleCardi

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