|
Scritto da Gianguido Mussomeli
|
|
Lunedì 06 Maggio 2013 17:04 |
|

Avevo sentito parlare molto in questi ultimi tempi di Kathia Buniatishvili, ventiseienne pianista georgiana formatasi dapprima in patria e poi alla Musikhochschule di Vienna, che dopo il suo fulminante debutto al Klavierfestival Ruhr nel 2009 ha iniziato una carriera internazionale che in pochissimo tempo l’ ha portata a esibirsi in tutte le più prestigiose sale da concerto del mondo come la Wigmore Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York e il Musikverein di Vienna. A questo si aggiunga un contratto esclusivo con una firma di prestigio come la Sony-BMG, per la quale la giovane pianista ha inciso due album, dedicati rispettivamente a Liszt e Chopin, il primo dei quali le ha fatto ottenere il prestigioso premio discografico ECHO Klassik-Preis 2012 come Nachwuchskünstlerin des Jahres (giovane artista emergente dell’ anno). Mi ero pertanto ripromesso di non mancare al suo recital solistico alla Liederhalle, per la stagione concertistica organizzata dalla StuttgartKonzert. Ne valeva la pena, perchè si è trattato di una serata davvero di eccellente livello, con alcuni momenti assolutamente entusiasmanti.
|
|
Scritto da Gianguido Mussomeli
|
|
Martedì 30 Aprile 2013 17:06 |
|
Con l’ ultimo degli Akademiekonzerte della stagione alla Liederhalle, Helmuth Rilling si è congedato dal pubblico di Stuttgart e dall’ istituzione da lui fondata nel 1981. Superfluo ricordare ancora una volta cosa abbia rappresentato nella vita musicale della città l’ Internationale Bachakademie, alla quale Rilling ha dedicato tutta la sua vita di musicista ed educatore, fino a farla diventare una delle istituzioni di punta nel mondo musicale tedesco. Il passaggio ufficiale delle consegne avverrà la sera del 24 agosto con la cerimonia dello Stabwechsel. Alla presenza del presidente della Repubblica Federale Joachim Gauck, il maestro consegnerà simbolicamente la bacchetta al suo successore Hans-Cristoph Rademann, durante un concerto nel quale verranno eseguite due Cantate di Bach, la prima diretta da lui e la seconda dal nuovo direttore della Bachakademie. Nel frattempo, Rademann e il nuovo Intendänt Gernot Rehrl hanno presentato alla stampa il programma completo della Musikfest 2013 e della prossima stagione. Un cartellone di altissimo livello come intelligenza di proposte e qualità artistica, con il quale la Bachakademie conferma la sua posizione di primissimo piano tra le istituzioni concertistiche, non solo in Germania. Il programma completo della Musikfest Stuttgart 2013 può essere consultato QUI. Per quanto riguarda il cartellone 2013/14 degli Akademiekonzerte, Rademann ha scelto di integrare la serie delle serate in abbonamento con una serie di tre appuntamenti intitolata “Sakral Modern”, dedicata alla musica sacra del Novecento, in collaborazione con la Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR. Da segnalare anche la presenza, nel programma dei concerti in abbonamento, di due direttori ospiti di altissimo livello come Masaki Suzuki e Jeffrey Tate.
|
|
Mercoledì 10 Aprile 2013 10:37 |
|

Ad Heidelberg, cittadina tedesca famosa per il suo splendido centro storico, che attira ogni anno migliaia di turisti, e per la sua Università, una delle più antiche della Germania, si tiene dal 1997 la Heidelberberger Frühling, rassegna musicale che in sedici anni di attività ha assunto una posizione di rilievo nell’ ambito dei festival tedeschi per la qualità delle proposte e il livello degli artisti invitati. La principale sede delle serate concertistiche è la Stadthalle, bellissima costruzione che architettonicamente unisce elementi stilistici del Gründerzeit e dello Jugendstil, dall’ acustica davvero eccellente. Il cartellone di quest’ anno presenta nomi di primissimo piano come quelli di Elina Garanca, Daniel Hope, Fazil Say, Grigory Sokolov, Thomas Hampson per una masterclass liederistica e Joshua Bell, che ha scelto la rassegna di Heidelberg come una delle tappe del suo tour europeo alla guida della Academy of St. Martin in the Fields, la celebre orchestra inglese della quale ha assunto recentemente la direzione musicale. Fondato nel 1959 da Sir Neville Marriner, che ne è tuttora presidente a vita, nella chiesa londinese in Trafalgar Square dalla quale ha preso il nome, il complesso ha acquisito negli anni una solida fama internazionale, documentata da oltre 500 registrazioni discografiche spazianti dal Barocco fino alla musica contemporanea, molte delle quali sono autentici must per gli appassionati. Nel progetto iniziale, il gruppo fu pensato come formazione d’ archi che suonavano senza direttore e così rimase fino al 1970, quando Marriner iniziò a dirigere i concerti dal podio. Joshua Bell, nell’ assumere il ruolo di Music Director, dirige dal leggio del Konzertmeister, come appunto accadeva nei primi anni di vita dell’ Academy. Ad Heidelberg, il programma comprendeva due celebri pagine di Beethoven, l’ Ouverture Egmont op. 84 e la Quinta Sinfonia, e il concerto per violino op. 77 di Brahms con Joshua Bell impegnato come solista e direttore. L’ Academy possiede tuttora quella splendida compattezza e lucentezza di suono che sono sempre state tra le sue caratteristiche di base, e Joshua Bell nella sua concertazione sceglie tempi generalmente abbastanza stretti e sonorità trasparenti. Ne scaturisce un Beethoven molto equilibrato, stilisticamente più neoclassico che romantico, davvero attraente per respiro melodico e proprietà di fraseggio orchestrale. Soprattutto l’ esecuzione della Quinta Sinfonia è apparsa davvero trascinante e di eccellente livello.
|
|
Martedì 02 Aprile 2013 19:14 |
|

Oltre all’ allestimento operistico, le serate di punta dell’ Osterfestspiele dei Berliner Philharmoniker, trasferitosi quest’ anno da Salzburg a Baden-Baden, sono costituite dai tre concerti sinfonici. Per l’ appassionato di musica, è davvero un’ occasione imperdibile quella di poter assistere in una settimana a tre serate con il formidabile complesso berlinese, che anche in questa occasione ha messo in mostra tutte le qualità che ne fanno una delle massime formazioni sinfoniche a livello mondiale. Sono state tre serate di vero godimento sonoro, di grande musica eseguita al massimo livello qualitativo possibile davanti a un pubblico entusiasta, convenuto da ogni parte del mondo. Seguendo una tradizione inaugurata da Karajan nel 1985, uno dei programmi viene sempre affidato a un direttore ospite. Quest’ anno, l’ onore è toccato al giovane Andris Nelsons, trentacinquenne direttore lettone allievo di Mariss Jansons, considerato una delle bacchette più brillanti della giovane generazione. Andris Nelsons lavora regolarmente con i Berliner Philharmoniker, e la sua ultima esibizione alla Philharmonie poche settimane prima del concerto a Baden-Baden ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, tanto che da più parti si comincia a parlare di lui come di un possibile candidato alla successione di Sir Simon Rattle, che nel 2018 lascerà il posto di Chefdirigent a Berlino.
|
|
|