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Scritto da gianguido mussomeli
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Martedì 24 Gennaio 2012 19:43 |
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Teatro esaurito e grande successo di pubblico per la nuova produzione della Sonnambula di Bellini alla Staatsoper.
Lo spettacolo ha costituito il vero punto di partenza della nuova gestione del teatro, affidata a Jossi Wieler, autore della regia insieme ai suoi consueti collaboratori, Sergio Morabito e Anna Viebrock, ideatrice delle scene e dei costumi. Come al solito, quando si recensisce una rappresentazione operistica in Germania, bisogna premettere le solite considerazioni su quel Regietheater che personalmente io considero una delle disgrazie più perniciose abbattutesi sul mondo della lirica negli ultimi trent' anni. È proprio il concetto di base di questo tipo di teatro che non funziona: negare alla musica qualsiasi potere evocativo autonomo, infarcire qualsiasi messinscena di sottolineature e dettagli completamente inutili per visualizzare quell' atmosfera che la musica, nel melodramma, provvede da sola a creare e che, secondo questi signori, evidentemente non è sufficiente a reggere uno spettacolo.
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Scritto da gianguido mussomeli
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Mercoledì 14 Dicembre 2011 13:01 |
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Pubblico delle grandi occasioni alla Staatsoper Stuttgart per il ritorno di Catherine Naglestad, la cantante americana che per molti anni è stata l’ artista più rappresentativa dell’ ensemble del teatro e che qui ha lasciato ricordi durevoli con le sue interpretazioni di Alcina, Alceste, Elisabetta, Violetta, Tosca, Leonora, Vitellia e appunto Norma, ruolo che il soprano californiano ha scelto per il suo ritorno nel teatro dove ha costruito le basi della sua fama internazionale. Nonostante il pubblico italiano non si sia mai accorto della sua esistenza, Catherine Naglestad è da tempo considerata una delle migliori voci del panorama operistico attuale. La rivista tedesca Opernwelt l’ ha scelta per due volte come miglior cantante dell’ anno, e al suo esordio americano all’ opera di Dallas ha ricevuto il Maria Callas Award come migliore debuttante dell’ anno negli Stati Uniti.
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Scritto da gianguido mussomeli
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Mercoledì 14 Dicembre 2011 12:52 |
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Appena terminato il Don Giovanni che ha inaugurato la stagione della Scala, stavo seriamente prendendo in considerazione l' idea di una recensione fatta solo di nove parole:
MI DISPIACE NON HO ABBASTANZA VOCABOLI PER INSULTARVI ADEGUATAMENTE !
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Scritto da gianguido mussomeli
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Venerdì 04 Novembre 2011 00:00 |
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Dopo le consuete riprese di repertorio, la stagione alla Staatsoper Stuttgart ha avuto ufficialmente inizio con la nuova produzione de La Damnation de Faust di Hector Berlioz, uno dei capolavori del teatro musicale romantico. Con questa produzione ha fatto il suo esordio alla Sttatsoper Andrea Moses, regista originaria di Dresda, che nella nuova gestione dell' Intendänt Jossi Wieler ha assunto il ruolo di responsabile dei progetti di regia.
Il testo della composizione, come si sa, è basato sulla traduzione francese del poema di Goethe effettuata da Gerard de Nerval, ma la vicenda si discosta in parecchi punti dall' originale goethiano in quanto Berlioz utilizzò nella stesura del libretto anche altre versioni della vicenda di Faust, come ad esempio quella di Cristopher Marlowe, per fare del mito di Faust una sorta di autoritratto musicale. Il risultato è un qualcosa di ibrido tra l' oratorio e l' opera lirica propriamente detta, un testo che costituisce una sfida impegnativa per il regista, che deve trovare il modo di dare unità drammaturgica a una vicenda fortemente frammentaria nella narrazione, di carattere continuamente in bilico tra l' umano e il soprannaturale.
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