L’ensemble “La Venexiana” ed il soprano Roberta Mameli chiudono la rassegna “Visioni Classiche”
Scritto da marco del vaglio   
Venerdì 01 Aprile 2011 13:26

Ensemble_La_Venexiana

Ultimo appuntamento con le “Visioni Classiche” del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tenutosi a Palazzo Zevallos Stigliano. Ospiti del concerto conclusivo, organizzato in coproduzione con l’Accademia Filarmonica Romana, l’ensemble La Venexiana, diretto da Claudio Cavina ed il soprano Roberta Mameli, confrontatisi con pagine tratte dal repertorio di Alessandro Stradella (1639-1682) e di Alessandro Scarlatti (1660-1725). Al centro della serata alcune cantate rivolte ad eroine della mitologia e della letteratura, tenendo anche presente che l’intero ciclo è stato concepito per accompagnare la mostra “Le ore della Donna - Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo”. Apertura dedicata alla Sinfonia da “Moro per amore” di Stradella, che ha preceduto la cantata “La Medea”, dove la protagonista malediceva Giasone, suo sposo, che l’aveva lasciata per Glauce.

Ad Alessandro Scarlatti appartenevano invece la Sinfonia, dalla cantata “Hor che di Febo ascosi”, e la cantata “L’Arianna”, che descriveva la graduale consapevolezza della principessa riguardo all’inganno della quale era stata vittima da parte di Teseo, che dopo essersi fatto aiutare da lei ad uccidere il Minotauro, l’aveva portata sull’isola di Nasso e lì abbandonata.

Dopo un breve intervallo, la seconda parte ha avuto inizio con la Sinfonia, dall’oratorio San Giovanni Battista di Stradella, seguita dalla cantata Armida, sempre del medesimo autore, appartenente alla serenata Non ti riveggio ancora, in cui una delle figure principali della Gerusalemme Liberata ha parole di grande disprezzo per il paladino Rinaldo che, riportato alla ragione da alcuni suoi compagni, era ritornato a combattere gli infedeli, fuggendo dalla prigione dorata dell’Isola della Fortuna dove la maga lo aveva portato per distoglierlo dalla guerra.

Chiusura con due brani di Alessandro Scarlatti, la Sinfonia, dalla cantata Correa nel seno amata e la cantata Silentio aure volanti, dove stavolta il personaggio principale non era né una maga, né una principessa, ma da una donna comune, disperata per aver perduto il suo amore.

Per quanto riguarda gli esecutori, il soprano Roberta Mameli ha evidenziato una voce molto bella, ricca di sfumature, mostrando inoltre una grande capacità di immedesimazione nelle vicissitudini delle eroine di volta in volta interpretate.

Anche l’ensemble La Venexiana, diretto da Claudio Cavina, ha fornito una buona prova, con il gruppo formato da violoncello, violone, tiorba, arpa e cembalo apparso compatto e ben affiatato, mentre i due violini e la viola risultavano talora avulsi dal contesto e non sempre in sintonia con il resto dell’organico.

Grande successo di pubblico e chiusura sicuramente all’altezza di una rassegna, che ha accompagnato una mostra di grande interesse allestita in una cornice prestigiosa.

Roberta_Mameli

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