Don Pasquale - Torino
Mercoledì 15 Aprile 2009 11:13
Abbiamo assistito alla prima del Don Pasquale di Donizetti, il 14 aprile  al teatro Regio di Torino. Un opera questa, Scritta  da un Donizetti al culmine della carriera, Don Pasquale ricalca compiutamente gli stereotipi dell’opera buffa italiana del tempo pur superandoli ed è, con la sua atmosfera borghese e cittadina, un’opera salottiera che inaugura il genere comico-sentimentale. Si tratta chiaramente di una commedia comica, a lieto fine ma attraversata di tanto in tanto da una sottile venatura di malinconia che, insieme ai momenti di alto lirismo presenti, ben contrasta con la malizia e le occasioni di schietta risata di molte situazioni.
don pasquale torino
Una scena del Don Pasquale 
Un debutto è sempre interessante,con l eccezione di qualche raro caso: come farà l'artista questo ruolo? Una nuova versione una visione di un personaggio. In questo caso era il debutto di Roberto Scandiuzzi nel Don Pasquale andato in scena ieri sera al Teatro Regio di Torino, con la ripresa di una produzione deliziosa del 1988 per la regia di Ugo Gregoretti, costumi e scene di Eugenio Guglielminetti.
Scandiuzzi possiede una bellissima voce di basso e la piega con intelligenza  al ruolo del vecchio Don Pasquale.Non mancano effetti e colori cercati per dare un caricatura credibile ma anche vocalmente piacevole a differenza di tanti bassi buffi che poco piacere lasciano anche all udito. L'attore come in un'altra occasione m è stato dato notare è un comico raffinato, quasi paragonabile ad un attore di prosa. Una prova riuscitissima dunque. Però consigliamo per la bellezza della voce di una qualità così rara (che qui ad onor del vero forse per il ruolo forse per una certa incomodità in alcune zone del passaggio, si stringe un po in gola e oscilla) di non ritornare ad un ruolo del genere se non dopo tanti altri anni di Filippo II, Attila, Fiesco, etc etc.
Francesco Meli è Ernesto. La voce del tenore italiano è molto apprezzata sia in italia che all estero. Anch io stasera ho avuto modo di apprezzarne la qualità, il bel colore e il volume non proprio così piccolo che ai miei occhi e orecchie lo fanno apprezzare più del vibratino costante di un altro ernesto peruviano. L’ unico problema di questo artista sta nella penalizzazione che egli stesso infligge alla sua voce con alcune “posizioni” con cui emette suoni nel grave e nell acuto.
Serena Gamberoni è Norina. La voce da soubrette è congeniale al ruolo e anche la figura scenica..però incrinano questa bella partenza acuti difficili talora stiracchiati e aspri. Una ricerca anche nella modulazione dei colori per le diverse intenzioni che il testo sottointende sarebbe stata apprezzata e avrebbe dato più spessore ad un personaggio che altrimenti rimane troppo stilizzata.
don pasquale torino
Una scena del Don Pasquale
Malatesta - Gabriele Viviani possiede una bella voce di baritono che potenzialmente avrebbe potuto dare di più in generale ma,  si sente chiaramente che (causa-agenzia?) le scelte in passato di repertorio di questo artista hanno danneggiato quantomeno lo stile del cantante. Stasera poi i gravi risultavano opachi e pieni di aria, forse un indisposizione del cantante?
Michele Mariotti stasera forse non s è reso conto appieno di non dirigere Rossini ma  Donizetti. A tratti  sia l'esecuzione dell orchestra sia la direzione erano di buon livello, riguardo altri momenti ci si chiede se Mariotti abbia capito il peso specifico  delle voci ( portiamo ad esempio negli stacchi degli  "allegri" “vedrai se giovino sorrisi e cabale”). Alcuni tempi, alcuni volumi. la scelta di far cantare il famoso duetto“tornami a dir che m ami” a piena voce e sinceramente senza gusto, hanno contribuito a buttare via dei bei momenti musicali.
In generale uno spettacolo fruible e piacevole, con sentiti applausi per il “nuovo” Don Pasquale e per Ernesto
Alessandro Forti
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