Nei Secoli scorsi L’Italia, grazie al Mecenatismo di Signorie, Nobiltà e Chiesa è stata omaggiata dal genio di innumerevoli artisti, che ci hanno lasciato un eredità incommensurabile ed unica. E adesso?Quale è la realtà dell’arte e della cultura in Italia? Come difendiamo il nostro patrimonio? Quale è la situazione di teatri, conservatori e scuole d’arte?

I teatri d’opera italiani navigano in brutte acque, si annunciano ulteriori tagli alle stagioni, e in certi casi realtà importanti rischiano di chiudere, e lasciare sul lastrico centinaia e centinaia di famiglie, un esempio per tutti: il Politeama di Palermo (vedi foto sotto a sinistra, storico teatro della città insieme al Massimo) vive momenti di forte degrado economico oltre che architettonico, complice la cattiva amministrazione, la mancanza di fondi, la cattiva politica a tutti i livelli. Siamo solidali agli artisti dell’orchestra sinfonica siciliana che combattono giorno per giorno per difendere il loro diritto al lavoro, il loro diritto ad esercitare l’arte.

E se i teatri non godono di buona salute, ancora peggio stanno i conservatori, le accademie, e tutte le scuole di formazione artistica Italiane. Recentemente l’Espresso ha denunciato il terribile stato di degrado dello storico conservatorio di Santa Cecilia (nella foto a destra) in Roma e dell’Accademia di Brera.

Ci chiediamo per quale motivo nazioni che ci hanno sempre invidiato il patrimonio artistico e culturale (vedi la Germania), siano in grado di mantenere al meglio scuole di formazione e Templi della musica e dell’arte. Quale futuro si prospetta per un giovane desideroso di intraprendere lo studio di uno strumento musicale, del canto, o dell’arte in genere per farne la propria professione, la realtà è triste, ed iniziamo ad assistere ad una vera e propria fuga di talenti, molti giovani Italiani, interessati ad un futuro nell’arte, scappano verso centri di formazione esteri, dove non ci sono problemi legati alla mancanza di aule, dove non devono andare ad elemosinare l’utilizzo di un organo alle chiese vicine al conservatorio, poichè di tre organi presenti in conservatorio neanche uno funziona.

I primi a manifestare lo scontento per la grave situazione che si prospetta per la cultura e la formazione sono gli stessi tecnici, gli insegnanti, gli artisti che operano nel campo della formazione, nascono quindi associazioni come il Cian, che si batte per una riforma che possa risolvere la situazione attuale, una riforma finalmente fatta da tecnici e non da politici, che grazie alla loro ignoranza e furbizia, mi riferisco a politici di qualsiasi partito o fazione, sono riusciti a mettere a rischio i più grandi patrimoni che la nostra nazione possiede: Arte e i Giovani.