Bocelli: Cantanti come i Calciatori
Scritto da Maestrina   
Domenica 12 Luglio 2009 00:00

Andrea Bocelli, Star del cross-over/Opera internazionale, rilascia oggi un intervista al Giornale. Il tenore ci parla dei suoi prossimi progetti, ed in particolare del Teatro del Silenzio, manifestazione che si svolgerà a Lajatico, dove quest'anno arriveranno ospiti del calibro di Placido Domingo, la grande, anagraficamente parlando, star internazionale, interprete di qualsiasi ruolo sul palcoscenico ed oltre; sarà inoltre presente la gallese Katherine Jenkins. Le quantomai discusse star del canto internazionali si alterneranno, con altri importanti artisti in pezzi legati all'opera e non solo.

Il tenore lancia inoltre degli imput in merito allo "svecchiamento" del genere, proponendo un ringiovanimento delle idee, dei messaggi, dei contesti,  ma "senza cambiare una nota".  Vi proproniamo uno stralcio dell'intervista visionabile sul sito de Il giornale:

Bocelli, lei è uno degli italiani più famosi del mondo.
«In fondo l’opera è una cosa italiana, la musica melodica ha radici qui da noi. È ciò che sappiamo far meglio. È inutile provare a scimmiottare ciò che fanno gli altri da prima di noi».
Però, per semplificare, molti chiedono che la musica classica si ringiovanisca.
«Sono d’accordo anch’io. Bisogna svecchiarla. Ma senza cambiare una nota».
Perché?
«Il repertorio è favoloso ed è ancora giovanissimo. Piuttosto bisogna fare altro».
Ad esempio?
«Bisogna cambiare l’approccio del pubblico».
Mica facile. Lo si sente ripetere da tanto tempo.
«Innanzitutto è necessario svecchiare il marketing e creare attorno ai cantanti e agli artisti quell’alone di mistero che circonda ad esempio le rockstar o certi calciatori».
E poi?
«Far passare il concetto che la musica classica è portatrice di tranquillità».
Questa è nuova.
«La mia idea è sempre questa: è facile apprezzarla. Non c’è bisogno di studi particolari. Non è richiesta preparazione specifica per diventarne ascoltatori. È sufficiente ascoltarla e lasciarsi rapire con tranquillità. E poi basta con questa storia degli abiti da sera, di tutto l’armamentario che si ritiene indispensabile per seguire un’opera a teatro. La musica classica si può applaudire e godere anche con jeans e stivali».

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