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Ultimamente sembra si faccia a gara a chi la spara più grossa, riporto qui di seguito stralci diun intervista rilasciata dalla rumena Angela Gheorghiu alla repubblica.
La prima dichiarazione è senza dubbio tra le più colorite sentite negli ultimi anni. «Basta la mia presenza per diffondere emozione. E ho questa voce che regala struggimento. Ci sono persone che dicono di essere guarite da una malattia sentendomi cantare». A seguito di questa dichiarazione, melomani e non si stanno organizzando in veri e propri viaggi della speranza, verso la casa natale del soprano rumeno, dove verranno allestiti veri e propri stand di ricezione dei fedeli e un ampio carnet di servizi offerti ai pellegrini. Qualcuno ha già richiesto la beatificazione in vita, il papa in questo momento non si pronuncia, ma è previsto un incontro segreto con i responsabili della casa discografica ufficiale del soprano nei prossimi giorni in castel sant'angelo, dopo il cd dedicato da Domingo al precedente papa, si pregustano i ricavi di un soprano capace di fare miracoli. E a chi l'addita come una diva capricciosa risponde: «Non creda a certe stupide leggende sul mio conto. Io sono professionale al massimo, e ho avuto rapporti idilliaci con direttori come Solti, Maazel, Abbado, Levine, Mehta, Pappano. Se a volte ho abbandonato le prove è stato per incompatibilità totale. Perché se mi si mette il pugno alla gola io mi blocco. Odio il metodo alla Ceausescu, lo conosco bene» Insomma, una santa, e una martire.
Riguardo la sua relazione con Roberto Alagna: «Non ci siamo separati, solo che non possiamo cantare sempre le stesse opere, a Roberto questo non piace. Da italo-francese di origine siciliana è molto geloso. Ma com' è possibile fare lo stesso repertorio? Roberto, per esempio, canta in Aida e nel Trovatore, che io non faccio. Bisogna rispettare le scelte dell' altro. Ogni tanto ci s' incontra nella nostra casa di Parigi (ne ho anche una Bucarest e una a Ginevra), ma sempre più di rado. Il lavoro ci divide, questo è il nostro destino. Inutile far finta di essere uguali agli altri. Le vite degli artisti non lo sono» Personalmente credo che certi artisti dovrebbero evitare dichiarare certe idee, oggi il successo di un cantante o comunque di un musicista è spesso legato a pubblicità , contatti, marketing, discografia, e in certi casi la reale capacità di questi interpreti non va molto al di sopra della media, nessuno di noi può giudicare la vita di un altra persona, ma sicuramente possiamo farci un opinione riguardo delle dichiarazioni autoreferenziali ( l'autoreferenzialità è di certo una delle peggiori caratteristiche del mondo dell'opera, in cui un giorno si, uno no si sente il divo di turno proclamarsi il nuovo interprete assoluto) e di cattivo gusto.
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