La sensibilità di Peter Gelb, nuovo direttore artistico, impronta oggi il programma e la futura agenda del Met, come fan e newyorchesi amano chiamare questo luogo. Gelb ha preso il posto di Joseph Volpe, commovente esempio di self-made man all’americana (cominciò al Met come falegname e ha finito come direttore artistico..).
L’approccio al repertorio e alla tradizione tra i due si è rivelato subito molto diverso. Gelb si è fatto un nome nel mondo della musica classica per i suoi sforzi di confondere i confini tra musica classica e pop (e infatti sottolinea che la lirica era la “pop” di allora). Il tentativo di ringiovanire la platea dell’istituzione è al centro del suo impegno e si esplicita in scelte artistiche, a volte controverse. Il ricorso a visual artists per la trasmissione delle opere in high defintion si è rivelato una scelta vincente subito ripresa sia in America che in Europa (come il Tristano e Isotta accompagnato alle immagini iperdefinite di Bill Viola).