Opera e Media
Scritto da lunatica   
Domenica 27 Settembre 2009 11:10
 opera lirica

L'Opera cambia pelle senza cambiare la sua natura originale. Questo e' il futuro disegnato a Ravello dai Sovrintendenti dei Teatri d'Italia e gli operatori del mercato musicale in occasione della seconda edizione di "Melo' Around the world" .

 

"Le opportunita' che si presentano di fronte a noi - dicono all'unisono i Sovrintendenti - sono importanti e al tempo stesso difficili da sfruttare completamente. E' innegabile che la tecnologia rappresenti per noi una chance per allargare il bacino d'utenza della musica lirica", come pure e' "innegabile che una ripresa televisiva ha delle componenti differenti rispetto ad una rappresentazione senza l'utilizzo delle telecamere. Fondere le due situazioni non sempre e' possibile". Ai Sovrintendenti fa eco Alba Calia, vice presidente di Rai Trade: "Oggi siamo riconosciuti nel mondo come interlocutori primari, tecnologicamente all'avanguardia e detentori di diritti di grande appeal. Abbiamo portato le dirette della prima della Scala di Milano al museo del Louvre a Parigi e diffuso nelle sale digitali italiane e internazionali la nostra musica lirica d'eccellenza con allestimenti spesso di forte impatto. La necessita', oggi, e' quella di anticipare il futuro, di utilizzare la tecnologia per trovare un pubblico sempre piu' vasto che passa anche attraverso l'I-phone, l'Ipod e, naturalmente il web. L'unico punto fermo, fondamentale per questo percorso, e' quello legato alla qualità delle immagini".
  La seconda edizione della rassegna "Melo' Around the world" ha, di fatto, rappresentato la presa di coscienza dei Sovrintendenti che la musica lirica ha un futuro, anche importante, se apre le porte alle diverse opportunita' che la tecnologia oggi concede. "La lirica deve pero' percorrere nuove strade, trovare nuove forme - conclude Alba Calia - perche' Mozart, Berio, Brian Eno, i Beatles e i Police sono musica, ognuno di loro ha una sua nobilta'. Ora abbiamo la grande opportunita' di poter entrare in contatto con nuove sonorita', la 'taranta' del Salento, le polifonie africane, i canti sardi.
  E' forse oggi la musica etnica che puo' aprire passaggi interiori profondi, emozioni dimenticate: in questa musica c'e' una energia vitale sconosciuta ad altri generi. Una musica che trascina all'origine, un linguaggio universale"

Commenti (1)Add Comment

Scrivi commento

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy
 

Cerca

Web
Classicvillage

Recensioni e Critiche

iscriviti al feed
unisciti al nostro gruppo su facebook