L'opera in cinque atti di Charles Gounod, su libretto di Carrè e Barbier, ha vissuto da sempre periodi di alti e bassi, nel gradimento del pubblico. L'alterna fortuna dell'opera inizia sin da subito, quando viene rifiutata dal teatro dell'Opera di Parigi.
 Dopo un paio di anni di stenti in cui l'opera non riesce ad 'essere rappresentata per i motivi più vari (si dice tra l'altro che il soprano nel ruolo di Marguerite fosse stata imposta dall'impresario che per arrivare a ciò protestò il soprano scelto da Gounod), nel marzo del 1859 avvenne la prima rappresentazione al Théatre-Lyrique, l'opera fu quindi accolta male da pubblico e critica che non la apprezzarono particolarmente. L'editore Antoine Choudens ne comprò i diritti, e la portò in tournee attraverso tutta l'Europa, al ritorno a Parigi nel 1862 venne accolta con un enorme successo, ed in breve tempo divenne l'Opera maggiormente rappresetativa del teatro Francese. Il successo negli anni arrise all'Opera tanto che per molti anni fu scelta come opera di apertura per la stagione operistica di New York. (vedi foto sotto)
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Nell'ultimo decennio quest'opera ha attraversato un periodo di crisi relativa, forse per la complessità della tragedia di Goethe. In realtà la vicenda descritta all'interno dell'Opera è basata su un dramma di Michel Carré intitolato Faust et Marguerite, rappresentato con qualche fortuna a Parigi nel 1850, un testo concepito per un pubblico affamato di distrazione più che di riflessione, e a esso sono da ricondurre buona parte dei meriti e delle colpe di lesa maestà letteraria riscontrabili nel testo musicato da Gounod. La stesura del libretto è tuttavia da attribuirsi totalmente a Jules Barbier: i due scrittori avevano firmato un contratto per un’altra opera programmata per il 1859 all’Opéra e quando una serie di imprevisti portarono i due lavori a sovrapporsi decisero di dividersi le responsabilità .
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  Barbier avrebbe lavorato al libretto di Gounod con il permesso di pescare a piacimento dal precedente testo teatrale di Carré, mentre quest’ultimo si sarebbe dedicato al lavoro per Meyerbeer. La commissione era arrivata a Gounod da Léon Carvalho ( lo stesso che si dice abbia fortemente caldeggiato la moglie nel ruolo della protagonista), impresario del Théâtre-Lyrique, il che significa che il Faust nacque secondo le convenzioni dell’opéra comique – il genere consueto alle tavole di quel palcoscenico –, la più importante delle quali era la presenza di dialoghi parlati al posto dei recitativi, sostituiti poi da Gounod nel 1862. Faust è insomma un’opera che più di altre porta impressa nel proprio corpo l’orma delle vicende del gusto e della storia culturale. Quello che ci chiediamo, è come mai un opera così densa di significati, realizzata da uno dei più grandi compositori francesi, basata sul testo di uno dei più grandi scrittori internazionale, negli ultimi anni, non abbia riscosso il successo che merita