Rossini Rilancia l'Opera di Roma con Il Mosè in Egitto
Scritto da Maestrina   
Martedì 30 Novembre 2010 00:22
muti-rossini-romo
Il 30 novembre, alle ore 19.00, il Teatro dell'Opera di Roma inaugura la sua stagione con un evento esclusivo: la messa in scena di uno dei capolavori di Gioacchino Rossini, "Moise et Pharaon", con la direzione di Riccardo MutiAlla serata sarà presente anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Inoltre parteciperà anche il sindaco di Roma, nonchè presidente del Teatro dell'Opera, Gianni Alemanno. L'evento sarà di beneficenza a favore dell'Agenda Sant'Egidio, associazione senza fini di lucro, che ha come finalità il sostegno di tutte le attività contro la povertà e per l'assistenza promosse dalla Comunità di Sant'Egidio.
Regia, scene e costumi sono firmati da Pier'Alli, le coreografie da Shen Wei, mentre il Coro è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. Molti i volti noti che prenderanno parte all'evento, che avrà la prima il 2 dicembre alle 19.00 e sarà replicato domenica 5, martedì 7, giovedì 9, sabato 11 e domenica 12
Opera difficile, generalmente considerata oratoriale e con poca azione, il Moise et Pharaon ou Le Passage de la mer Rouge è la riscrittura in forma di Grand Opera del Mosè in Egitto che Rossini aveva composto per il San Carlo di Napoli, dove andò in scena il 5 marzo del 1818 su libretto di Andrea Leone Tottola. Il Moisè approdò all'Opera di Parigi il 27 marzo 1827, dopo una serie successiva di rimaneggiamenti, nella versione definitiva in quattro atti. Uno in più del Mosè in Egitto, quindi. Ma la mano di Rossini non si limitò ad allungare l'opera. Anche venne ritoccato e subì aggiunte da parte di Luigi Balocchi e Victor Joseph Etienne de Jouy. Ma l'opera acquistò una dimensione, non solo in termini di durata, completamente nuova.
«In realtà - come scrive il musicologo Fedele D'Amico nel saggio Parigi val bene un Mosè - la differenza fra le due versioni sta nella drammaturgia. Il Mosè in Egitto è un'opera rettilinea che muove in un gioco di contrasti incalzante, quasi preverdiano. Il Moisè è un'opera francese, cioè scritta per l'Opèra, cioè condizionata da un'etichetta che imponeva scenografie clamorose, vistose esibizioni di massa corali e coreografiche, dimensioni rispettabili, psicologie dilungate, grandeur; ma Rossini seppe benissimo trasporre la sua opera italiana alla scala prescritta senza uscire da quella non settecentesca nè romantica sfera ch'egli solo abitava, e azzeccare un nuovo equilibrio senza mutare il proprio peso specifico».
Sui legni dell'Opera di Roma un cast di fama, con Ildar Abdrazakov (Moise), Nicola Alaimo (Pharaon), Eric Cutler (Amènophis), Juan Francisco Gatell (Elièzer), Riccardo Zanellato (Osiride), Saverio Fiore (Aufide), Sonia Ganassi (Sinaide), Marina Rebeka (Anai), Barbara Di Castri (Marie). 
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy