Dura la vita per le star dell'Opera, il firmamento delle voci è sempre più un campo di battaglia. Un tempo il successo di un cantante si misurava con le ovazioni e le critiche post recita, poi è arrivata una lunga fase discografica, con le grandi case di produzione e distribuzione che la facevano da padrone, determinando il successo di un artista piuttosto che di un altro, questa fase adesso sta scemando, e neanche la più grande e storica etichetta del settore è in grado di tenere a galla un nome come quello di Villazon, che a causa di problemi più o meno dichiarati, sembra non essere più in grado di affrontare al meglio neanche i Recital. Sono lontani i tempi di famose Traviate ed Elisir, tempi in cui le voci correndo per i camerini parlavano di segreti amori per la bella compagna di scena. Adesso il tenore Messicano non sembra essere in grado di svolgere il suo lavoro neanche con il programma del suo ultimo cd: Mexico, che gli scorsi giorni ha riproposto in un concerto a Londra.
Adesso mi chiedo, con quale coraggio si può proporre ad un teatro un artista che 40 anni fa sarebbe stato scartato perfino come comprimario? E' vero che noi pubblico, siamo sempre più ignoranti, ma credo che dei problemi così vistosi li noti anche un neofita. Perchè spendere centinaia di migliaia di euro ogni singola recita, per una artista che si venderà anche, ma oramai non vale più tanto quanto nel passato? A quanto pare non sono l'unica ad aver riflettuto su questi argomenti, se diamo un occhiata allo schedule di Rolando, vediamo drasticamente calare le opere a favore di recital e concerti. E colpo di scena: un Werther come regista (degno allievo di cotanto maestro: riciclasrsi fino alla morte). Faccio gli auguri a Rolando per questa nuova avventura, sicura che una mente creativa e vivace come la sua riuscirà a proporci qualcosa di piacevole, e ci auguriamo che si presenti nuovamente come cantante solamente con dei programmi più adatti. Basterebbe seguire l'esempio della Netrebko, che per mantenersi udibile, e sfruttare la propria popolarità il più possibile, continua a proporci, a quarant'anni, Adine e Norine