“Berlusconi potrebbe rappresentare un perfetto Erode nella 'Salome' di Richard Strauss”. Vittorio Sgarbi non ha dubbi nell’indicare il parallelismo tra le vicende rappresentate nell’opera, tratta dall’omonimo dramma di Oscar Wilde, e la realtà politica contemporanea. “Nel ruolo di Erodiade ci starebbe bene Nicole Minetti, mentre per Salome la protagonista non potrebbe che essere Ruby”. Sgarbi ci scherza su, ma è chiaro che tutto rientri nel suo classico stile provocatorio. Anche perché l’opera che andrà in scena domani, martedì e giovedì prossimo al Petruzzelli vedrà come interpreti professionisti come Scott Mac Allister, nel ruolo di Erode, Katja Lytting, in quello di Erodiade, ed Erika Sunnegårdh, chiamata ad impersonare Salome.
“E’ la mia prima regia al Petruzzelli e ciò mi rende felice per due motivi”, spiega Sgarbi. “Il primo è che torno in un teatro che è stato ricostruito soprattutto grazie il mio intervento, alcuni anni fa, come sottosegretario alla Cultura; il secondo motivo è perché apprezzo molto come il Petruzzelli sia stato ricostruito e cioè in modo fedele e forse migliore di come era, contrariamente alla Fenice che mi fa schifo: sembra una caramella più che un teatro”.

A dirigere l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli ci sarà il maestro Ralf Weikert. Per l’ambientazione scenica Sgarbi ha deciso di proseguire sulla scelta di creare dei collegamenti simbolici tra la lirica e il mondo dell’arte. Lo aveva già fatto nelle altre due volte in cui è stato regista lirico, nel 'Rigoletto' (2002) e nell'Arlesiana (2004). All'epoca decise di optare per alcuni espedienti artistici che rimandavano rispettivamente al Mantegna e a Van Gogh. Questa volta, invece, non poteva che essere la decollazione di San Giovanni Battista del Caravaggio (seppur modificata al computer) a riempire la scena in cui il profeta è in prigione, in attesa che il brutale desiderio di Salome venga esaudito. La scenografia è a cura di Ezio Frigerio. Quest’ultimo, in accordo con il regista, ha deciso di utilizzare il castello ottocentesco di San Mezzano come luogo ispiratore delle scene, impreziosite anche dalle proiezioni fotografiche di Massimo Listri. A curare i costumi Franca Squarciapino, vincitrice del premio Oscar nel 1990 per il 'Cyrano de Bergerac'. Gli abiti di scena delle prime parti e dei figuranti di Salome sono stati confezionati dalla sartoria teatrale barese Artelier.
Come detto non mancheranno rimandi provocatori all’attuale situazione politica. “Se ci pensate bene – continua Sgarbi, anticipando alcuni innesti nell’opera - la festa alla corte di Erode è come il bunga bungà di Arcore”. Per la scena finale, infine, il regista ha deciso di affiancare alla testa del Battista, il calco del suo cranio. “E' un elemento di vanità personale – spiega – perché mi piaceva pensare che la bella Salome potesse baciare anche il mio volto e non quello di un morto”. Nel solco del parallelismo, Sgarbi anticipa un riferimento ai magistrati di Milano, e in particolare ad Ilda Bocassini: "In un palco di proscenio - ha concluso - ci sarà una donna con i capelli rossi e una cappa nera, verrà illuminata da un occhio di bue mentre vede e intercetta la vita di Erode". C'è da contarci: non mancheranno polemiche.