Alla fine il maltempo ha graziato il Nabucco. Le nubi che fino a metà pomeriggio di mercoledì 22 giugno avevano messo in forse lo spettacolo, verso sera si sono diradate, permettendo all'opera lirica di Giuseppe Verdi di andare in scena nello stadio Olimpico di Torino. Dopo l'Aida di Milano, anche il Nabucco rientra nei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. In comune, oltre all'autore, hanno anche la versione "kolossal": su un palco di 60 metri per venti, infatti, si sono alternati 600 persone tra artisti e tecnici all'interno di una scenografia imponente che riproduceva le gigantesche torri e porte di Babilonia, il regno di Nabucco.
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Tanta pazienza è stata premiata: i 13 mila che hanno assistito allo spettacolo hanno dovuto, infatti, aspettare ben 40 minuti primadell'inizio dell'opera. Buon successo, nonostante i notevoli problemi dovuti non solo al maltempo. Nei giorni precedenti, infatti, la defezione del baritono Carmelo Caruso (Nabucco), rimpiazzato poi da Sergio Bologna, aveva innescato anche quella del regista Paolo Panizza, che ha lasciato il progetto per << gravi incompatibilità con l'organizzazione>>. Gli altri nomi della serata sono stati Alberto Veronesi, che ha diretto l'orchestra, il soprano greco Dimitra Theodossiou (Abigaille).