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![]() E' scomparso ieri a Bolzano il celebre baritono Giangiacomo Guelfi. Nato a Roma 87 anni fa, Guelfi ha studiato a Firenze con Titta Ruffo e, nel 1950, ha debuttato nel ''Rigoletto'' a Spoleto. Due anni piu' tardi debutto' alla Scala. Ha calcato le scene dei principali teatri italiani. La sua carriera lo ha portato anche all'estero in Europa, a Londra, Berlino e Lisbona, e negli Stati Uniti, alla Lyric Opera di Chicago ed al Metropolitan di New York. Viveva a Bolzano con la moglie, il soprano Laura Cagol, sua compagna anche sulle scene con il nome d'arte di Laura Carol.
Anzi, aveva una certa varietà espressiva, che il solo ascolto evidentemente non permette di cogliere (le incisioni dell'epoca sono spesso avare di armonici). I suoi ruoli principe furono Nabucco, Scarpia, Jack Rance, Amonasro. Un ruolo fondamentale, per la sua carriera ma anche per il ritorno al successo della stessa Opera, fu Ezio nell'Attila verdiano; assieme a Boris Christoff e Gastone Limarilli lasciò di quest'Opera una grande testimonianza.E poi, Barnaba della Gioconda, Macbeth, Francesco Foscari ne I due Foscari, il Conte di Luna del Trovatore in cui alla Scala assieme a Carlo Bergonzi ottenne un successo strepitoso, I Vespri Siciliani, La Forza del Destino, senza dimenticare Alfio nella Cavalleria rusticana, Carlo Gerard nell'Andrea Chénier, e poi ancora Rossini con Guglielmo Tell, Donizetti con Lucia di Lammermoor, l'Africana di Meyerbeer fino a Spontini con Agnese di Hohenstaufen.
La pasta vocale, il timbro, la generosità, il non risparmiarsi mai, hanno fatto si che questo grande cantante con il cuore ancora più grande, avesse una carriera di primo piano che andò dagli anni cinquanta, con il suo debutto a Spoleto come Rigoletto, fino a metà degli anni settanta, macinando recite su recite, successi su successi, applausi su applausi. "La sua voce era enorme, pastosa, generosissima. Se c'è una parola che Guelfi non conosce applicata al canto è "risparmio". Io l'ho sentito in varie incisioni, dal vivo mai purtroppo (tranne una volta in cui a casa sua mi fece sentire "due suoni". Ed erano impressionanti), e non era affatto un cantante monotono."
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