|
Abbiamo incontrato la bella e brava Kate Aldrich, mezzo soprano statunitense che il pubblico italiano ricorderà per l'ottima Adalgisa nella Norma del 2008 a Bologna, e che ritroverà quest'anno al ROF in occasione della Zelmira. ![]() Kate, parlaci un pò dei tuoi inizi, quali sono stati i tuoi primi approcci con la musica e quindi con l'Opera? La musica ha rivestito sempre un ruolo di primaria importanza a casa mia sin da quando ero molto piccola. Ho cominciato a studiare la tecnica vocale all'eta' di quindici anni e uno dei miei primi ricordi risalenti ad allora fu quando decisi di portare a lezione dalla mia insegnante una canzone di Janis Joplin e per poco lei non svenne. Successivamente decisi di abbandonare la mia rock band del mio piccolissimo paese nello stato del Maine e mi iscrissi all'universita' dell' Ithaca College per studiare il canto, da allora il mio interesse per lo studio della voce non ha mai cessato di crescere. Per qualche tempo ho proseguito parallelamente allo studio tradizionale della vocalita' anche un po' di jazz, ma al momento di prendere una decisione definitiva optai per il canto classico nelle sue molteplici forme e stili e piu' tardi per l'opera. Terminati gli studi universitari ho seguito due anni di masters pressola Manhattan School of Music di New York, a questo periodo risalgono le mie primissime esperienze operistiche, partecipando ad un corso: l' "Handel Project" con Will Crutchfield. Si studiava un'opera di Handel all' anno: Alcina, poi Ariodante, in scena e con un'orchestra. Fu grazie a queste esperienze che decisi di voler diventare una cantante lirica. In seguito ho partecipato a numerosi stages in diversi teatri, e ho lavorato stabilmente per due stagioni in uno stage al Pittsburgh Opera Center. La' si studiavano i personaggi, le lingue, la tecnica, e in piu' si cantavano piccoli ruoli. Avevamo l'opportunita' di assistere a prove di grandi cantanti e direttori e prendevamo parte a quattro opere a stagione messe in scena solo per noi. Si lavorava e studiava sodo, ma ho avuto la fortuna di imparare moltissimo e in poco tempo. Dopo questo stage ho cominciato a lavorare con la mia prima scrittura professionale, cantando Preziosilla in La Forza del Destino all'Arena di Verona nel 2000. Quali sono i consigli che puoi dare ai giovani che si vogliono avvicinare all'Opera, e che vorrebbero intraprendere lo studio del canto? E' un percorso molto difficile, ciascuno deve trovare da se' la propria strada. A volte la "svolta" nella carriera giunge subito, inaspettata, altre volte piu' tardi. Io credo che le carriere costruite poco a poco, che crescono mano a mano nel tempo accumulando esperienze su esperienze siano quelle che generalmente tendono a durare di piu'. Il nostro mestiere e' molto, molto complesso e ci vuole il tempo, la pazienza e la maturita' sufficiente per essere preparati ad affrontare tutti gli ostacoli presenti dietro l'angolo. Non smettere mai di studiare, sia i ruoli come nella ricerca della tecnica vocale piu' sana possibile, e' a mio avviso la prerogativa indispensabile per garantirsi la maggior freschezza di voce nel tempo. E' un investimento non opinabile, a volte i cantanti giovani vogliono cantare in maniera mastodontica, piu' di quel che il loro fisico consenta, e al contrario, i grandi cantanti di navigata esperienza vorrebbero tornare ad avere il vigore di un tempo. L' autenticita' e la freschezza della voce deve essere perseguita costantemente e trovo francamente strano che sia una delle cose piu' sottovalutate in questi ultimi tempi. Non perdetela finche potete! Studiate a fondo la parte anche sotto il profilo della recitazione, piu' riuscirete ad immedesimarvi nel personaggio in modo onesto e meglio canterete, poiche' vi aiutera' anche a superare eventuali "blocchi" dovuti al nervosismo da palcoscenico. E poi accettare i consigli con serenita', ammettendo i propri limiti senza il timore di mostrare alle volte anche il proprio lato vulnerabile, infine cercate di essere anzitutto delle brave persone e un buon collega con cui poter costruire insiemequalcosa di speciale. La tua carriera ti ha portato ad interpretare molti ruoli, quale è quelloche ti piace di più? Difficile sceglierne solamente uno. Posso dire che alcuni ruoli li tengo molto vicino al cuore. Il ruolo di Charlotte in Werther ad esempio, ha qualcosa che ritrovo anche in me stessa. La sua storia e la mia non hanno nulla in comune, ma l'immedesimazione nel suo personaggio si e' tramutata nel tempo in una profonda comprensione della sua emotivita'. Con Carmen mi diverto tanto, sia perche' e' uno dei ruoli che ho cantato piu' spesso sia perche' non smetto mai di trovare elementi e spunti nuovi interpretandola. Adalgisa in Norma mi soddisfa molto sotto il profilo vocale, forse anche perche' nel "belcanto" mi trovo molto a mio agio e mi piace tanto scoprire sempre nuovi aspetti in questo repertorio. Ad una buona cantante d'Opera, oggi è richiesta oltre alla tecnica, una notevole capacità interpretativa. Come lavori sui tuoi personaggi, ti ispiri a qualche modello, Cinema Teatro? Quando intraprendo per la prima volta lo studio di un nuovo ruolo, cerco anzitutto di farmi suggerire dalla partitura il carattere generale del personaggio cosi’ come concepito dal compositore stesso, per poi rivolgere chiaramente l’attenzione al testo e all’intreccio, adoperandomi inoltre per recuperare la fonte originale su cui e’ basato il libretto. In questo modo cerco di avere un panorama il piu’ vasto possibile sul percorso che il personaggio intraprende nel susseguirsi delle vicende narrative dell'opera. Infine non mi resta che riflettere su quali fra le inclinazioni naturali del mio temperamento e della mia vocalita’, possano conferire al ruolo un “tocco” per cosi’ dire, personale. Questo a mio avviso e’ il percorso ideale per poi poter gioire appieno nel momento in cui l’approccio e l’immedesimazione con il testo diviene totale e spontaneo. Nell’opera ritengo che il lato prettamente teatrale legato alla recitazione sia di fondamentale importanza, sul palcoscenico e’ indispensabile considerarsi attori a tutti gli effetti. Certamente posso citare delle fonti di ispirazione nella recitazione cinematografica, come Meryl Streep, ad esempio, con la sua capacita’ innata di modificare con estrema disinvoltura il proprio accento e “cucirsi addosso” I ruoli piu’ diversi, Daniel Day Lewis ne “Il Petroliere” dove e’ straordinario nel mostrare la lenta morte dell’anima di un uomo, Jean-Pierre Marielle in “Tous les matins du monde”, Robert Downey in “The Soloist”, Bette Davis, Frank Langella, Kate Winslet, solo per citarne alcuni. Uno degli aspetti più formativi del lavoro di un cantante, è il poter lavorare con grandi artisti, lei ha avuto l'occasione di poter cantare con professionisti di grande calibro, quali sono quelli che le hanno trasmesso di più? Franco Zeffirelli mi influenzo’ molto quando ebbi la fortuna di poter lavorare con lui a Busseto nel ruolo di Amneris in Aida, fu un periodo indimenticabile. Estremamente complesso ma allo stesso tempo eccitante ed intenso. Da lui ho appreso nozioni e segreti che utilizzo tuttora in tutte le opere che canto. Ero cosi’ giovane e con pochissima esperienza, e lui non ha mai smesso di incitarmi e spronarmi a cercare sempre qualcosa di nuovo, esigendo molto, ma anche senza demoralizzarmi. Ma soprattutto mi ha insegnato a scovare i possibili lati “veri” di un personaggio, evitando il rischio di trasformarlo in una caricatura, e di mettere in relazione del ruolo tutti gli aspetti del personaggio esistenti in me stessa. Lavorare con Placido Domingo e' stato un grande onore. E’ una persona instancabile, una forza della natura. In tutto quello che fa nonostante la sua celebrita' da’ sempre il massimo di se. Sul palcoscenico non fa mai cadere per un istante la tensione drammatica. Rene Fleming e' una grande artista alla costante ricerca di migliorarsi senza il minimo timore di assumersi qualche rischio alle prove e in scena, eccezionale. Roberto Alagna e' un grandissimo cantante, una persona molto gentile e tanto alla mano. La lista potrebbe essere interminabile, mi fermo qui.... Gli appassionati di Opera Italiani avranno la possibilità di poterla rivedere dal vivo a Pesaro in occasione della Zelmira, quali sono i suoi prossimi impegni, è previsto un suo ritorno in Italia? Ho sempre adorato cantare in Italia. Il pubblico e’ appassionato per la lirica, particolarmente per il repertorio italiano, e dal palcoscenico si avverte palpabile l'energia viva ed elettrica degli spettatori. Dopo Zelmira tornero' per cantare Elisabetta in Maria Stuarda al Massimo di Palermo nella primavera di 2010, e dopo a Milano al Teatro alla Scala per il Barbiere di Siviglia nell'estate sempre del 2010. Elisa Riondini Tagskate aldrich-intervista-mezzo soprano-mezzo-usa-usa-zelmira-rof-new york-carmen-werther-domingo-zeffirelli-cantante
Bookmark
Email This
Hits: 2456 Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|
Login
Articoli più letti
Articoli Random
Ultimi Video
Articoli inerenti
Cerca
Coonet Network
News
Recensioni e Critiche
Risorse
Ultimi Commenti
Tags
anello dei nibelunghi
anna bolena
arte
baritono
beneficenza
bizet
carmen
colombo
concerto
dvorak
firenze
fondazioni
giovani
graham vick
guelfi
haiti
italia
lirica
londra
maggio
manifestazione
micheli
milano
morabito
mozart
opera
palermo
pulcini
reality
roma
royal opera house
rusalka
scala
scarpia
skira classica
under 30
vadim repin
volker schloendorff
wagner
2013








