intervista a Luca Canonici
Scritto da Flower   
Martedì 16 Giugno 2009 00:00
 
Abbiamo incontrato per voi il Tenore Luca Canonici, uno dei cantanti italiani più importanti degli ultimi anni, Il poliedrico artista Toscano, che quest'anno esordisce in qualità di Direttore Artistico dell'Opera Festival di Firenze, ci presenta una stagione densa di appuntamenti importanti. 
 
Luca Canonici
 
Luca il nostro sito web, è frequentato da appassionati d'opera e di musica classica, il nostro pubblico è composto soprattutto da giovani, parlaci della tua formazione, di come è iniziato il percorso che ti ha portato a diventare l'artista che sei adesso 
 
La passione per il canto è nata con me, ho sempre cantato fin da piccolo, iniziando come solista nel coro della mia parrocchia, poi un piccolo stop (importantissimo per la muta della voce) ed ho cominciato a prendere delle serie lezioni di canto.
Il mio interesse principale era educare la voce, non all’Opera, volevo fare il cantante di musica leggera, ma la voce prendeva naturalmente la strada tenorile
quindi decisi di concentrarmi in questa disciplina.
L’incontro importante fu la conoscenza con il grande Tito Gobbi, fu lui che mi incoraggiò a lasciare il lavoro di oscuro commesso, ed intraprendere seriamente lo studio del canto e quindi la carriera.
Ricordo con grande emozione le prime lezioni e le difficoltà iniziali, che però non mi hanno scoraggiato nell'affrontare questo mestiere.
I primi tempi furono duri a Roma, lontano da casa: come commesso in un negozio di dischi, e come aggiunto nel coro del Teatro dell’Opera, e poi il debutto nel Duca di Mantova. 
Per il mio debutto il cronista della Rai Vincenzo Grisostomi in compagnia di Enrico Stinchelli, mi invitarono ad una trasmissione in cui cantai qualche pezzo. Tempo dopo, fui chiamato dallo stesso Stinchelli a sostenere l’audizione per ricoprire il ruolo di Rodolfo nel film la Boheme di Comencini, Enrico era il consulente musicale della produzione, queste due persone sono state i 'mentori' della mia carriera artistica.

Un consiglio che ti senti di dare a chi vuole intraprendere questa professione?

Stringere i denti e andare avanti! Senza fare della demagogia credo che la perseveranza nell’ottenere risultati paghi- E' ovvio che le qualità di ciascuno fanno la differenza, e questo è inutile negarlo.

Qual'è il ruolo a cui sei più legato, quello che ami di più interpretare?

Direi che posso riunirli in un solo personaggio Federico dell’Arlesiana di Cilea: ho avuto l’onore di inciderlo e di riportarlo sulla scena dopo 40 anni di oblio a Parma, grazie all’illuminata direzione artistica di Gianni Tangucci.
 
 
 
 
La tua carriera inizia come Duca di Mantova in un Rigoletto a Roma, da allora moltissimi successi, hai cantato e tuttora canti in teatri importanti in tutto il mondo, come è cambiato l'Opera negli ultimi anni?

L’Opera non cambia per fortuna, è chi la governa invece che fa di tutto per cambiarla.

Quella di quest'anno è la prima stagione dell'Opera festival di Firenze curata interamente da te in qualità di direttore artistico. Un impegno bello ed importante, sia perché raramente viene scelto un direttore artistico tra i cantanti, sia perché, essendo tu toscano, giochi in casa.

Quando Massimiliano Vivoli, Presidente del OperaFestival mi ha chiesto di dirigere il festival ci ho pensato un po’ ma ho accettato subito, mi era piaciuto da cantante, il clima che si creava ad ogni stagione, la voglia di creare a tutti i costi con notevoli sforzi, qualcosa di bello.
Un ruolo dirigenziale di questo livello comporta però scelte difficili ed ardue, adesso ho una risposta ai molti interrogativi che mi ponevo quando facevo il cantante. 
D’altro canto, l’essere cantante mi aiuta molto in questo mestiere. Alcune cose sono diventate automatiche infatti non mi è difficile capire se una voce è adatta o no a questo o l’altro ruolo.
Credo di essere uno dei pochi Direttori Artistici al mondo cantante, spero che questa pratica cambi, specialmente nell’opera la presenza di un cantante sia determinante nella direzione di un Teatro, ovviamente contano le competenze di ciascuno.
La conoscenza della voce è determinante, l’essere compositore o regista conta poco, secondo me. 
A volte qualcuno che viene da esperienze lontane dal mondo dell'Opera si ritrova a dirigere progetti molto complessi, eh....
Ma come sempre ci sono delle eccezioni, avete proposte?

Proprio la Toscana offre al festival delle location uniche: il giardino dei Boboli di Firenze, dove si svolgono la maggior parte degli eventi, la stupenda Abbazia di San Galgano, dove sarai tra gli interpreti del Flauto Magico di Mozart, ed il comune di Montevarchi, dove tra l'altro sei nato.

Si, le nostre masse gravitano nella Toscana, direi che la nostra è una grande realtà radicata in questa regione, senza che questo sia un deterrente.
Sono ormai tre anni che OperaFestival porta all'Abbazia di San Galgano, in provincia di Siena, una programmazione di eccellenza, e due anni che le opere ed i concerti di OperaFestival animano la bellissima e storica piazza Varchi. L'anno scorso per esempio Il Flauto Magico di Mozart e l'abbinamento dei Carmina Burana Bolero a San Galgano hanno registrato un grande successo di pubblico e di critica. Stesso discorso vale anche per la Bohème andata in scena a Montevarchi. 
Tutto questo naturalmente mi rende orgoglioso, ricordo i colleghi che venendo da grandi teatri trovavano il calore della provincia emozionante.

Il tuo lavoro come cantante, ti ha portato a spaziare, partendo dall'opera fino alla musica contemporanea, la poliedricità è una caratteristica che ti contraddistingue, e che riesci a trasmettere anche con il tuo lavoro di direttore artistico, quest'anno hai invitato il celebre scultore in qualità a curare i costumi e le scene dell'Aida in Apertura del Festival, ci saranno Inoltre concerti con importanti nomi della Musica leggera Italiana, un Galà di danza con Roberto Bolle, degli spettacoli indirizzati ai più piccoli, una stagione per tutti i gusti insomma.

Credo che un festival debba raggruppare diverse forme di spettacolo: un contenitore anche dal punto di vista culturale che riesca a catturare dagli otto agli ottantotto anni di età. Un Festival che celebri la musica a 360° per tutti i gusti e tutte le età.

Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici?

Tamino nel Flauto Magico di W. A. Mozart, Nemorino nell’Elisir d’amore di G. Doninzetti, Alfredo nella Traviata di Giuseppe Verdi e la Messa da Requiem sempre di Verdi, e poi si vedrà.
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