Maurizio Rea ai Vespri d’organo - Napoli
Scritto da marco del vaglio   
Sabato 19 Febbraio 2011 00:00

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Il recente appuntamento con i “Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è Mauro Castaldo, ha ospitato Maurizio Rea, Organista titolare della Basilica Santuario del Carmine Maggiore. Nella chiesa napoletana di Santa Caterina a Chiaia, il maestro ha proposto una serie di brani, principalmente di argomento mariano, iniziando con il Magnificat Primi Toni BuxWV 203 di Dieterich Buxtehude (1637-1707), compositore ed organista notissimo ai suoi tempi, che ebbe una decisa influenza anche sul giovane Bach. Successivamente abbiamo ascoltato il Magnificat del francese Jean-François Dandrieu (1682-1738), appartenente al Première Livre d’Orgue, pubblicato postumo.

Non poteva mancare una finestra su Bach, con il Preludio e Fuga in sol maggiore BWV 550, risalente al periodo conclusivo della permanenza del musicista ad Arnstadt e Meine Seele erhebt den Herren BWV 733 (Fuga sul tema del Magnificat), oggi attribuito a Johann Ludwig Krebs, che di Bach fu uno dei più prestigiosi allievi.

Poco noto, invece, il francese Alexandre Pierre François Boëly (1785-1858), del quale è stata eseguita la Fantasia e Fuga in si bemolle maggiore, pur se viene annoverato tra i maggiori artefici del rilancio della musica francese del XIX secolo.

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Apprezzato soprattutto come docente di pianoforte, non lo fu come organista in quanto, appassionato ad autori quali Couperin e Frescobaldi, giudicati ormai sorpassati, venne tacciato di “conservatorismo”.

Ultimi due brani della serata, Fanfare, dal trattato “École d’Orgue” del belga Jacques-Nicolas Lemmens (1823-1881) e Improvvisazione su Melodie Mariane, creata dal maestro Rea partendo da celeberrimi motivi quali “Salve Regina”, “Mira il tuo popolo” e l’ “Ave Maria di Lourdes”.

Come si può vedere, un programma vario e interessante, che Maurizio Rea ha interpretato nel migliore dei modi, dando vita ad un recital di straordinario livello, dove si è potuto apprezzare ancora una volta il suo enorme talento, abbinato ad un’estrema versatilità, evidenziata in particolare nella conclusiva improvvisazione.

Pubblico in numero discreto, a conferma che la rassegna, giunta al quinto anno, prosegue, grazie anche al prestigio degli interpreti, a guadagnare sempre nuovi appassionati.

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