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Ascolta il preludio della suite numero 1 (BWV 1007)
Johann Sebastian Bach, sicuramente il massimo esponente del Barocco tedesco, un artista inusuale nel suo tempo, che ha voluto scegliere un iter diverso da quello preferito da altri musicisti tedeschi dell’epoca.   Concepite nella classica tipologia della suite (a differenza delle Suites per violino solo che introducono danze desuete come la Borea): Preludio, Allemanda, Corrente, Sarabanda e Giga nella stessa tonalità , aggiungendo dopo la Sarabanda una coppia di danze, nella stessa tonalità e nella omologa di modo diverso, Minuetti nella I° e II° Suite, Buorrées nella III° e IV° e Gavotte nella V° e VI°, in esse contrasta il piano formale così tradizionale rispetto all'originalità di comporre musica, per uno strumento essenzialmente monodico, nell'epoca del basso continuo. In questo forse si avverte la necessità in Bach di muoversi su di un terreno codificato, nell'accingersi a comporre per uno strumento di cui forse non aveva esperienza diretta, musica così elaborata La morte Bach, nel 1750, lascia di lui una grande fama come organista, più che come compositore, soltanto nell’800 verrà riscoperta l’importanza della sua musica, dobbiamo invece aspettare per la rinascita delle suites per violoncello, che il noto violoncellista Pablo Casals registrò per la prima volta nel 1925. Grandi misteri avvolgono la composizione delle suites, che  ci sono pervenute da una copia redatta dalla seconda moglie di Bach, Anna Magdalena, conservata presso la biblioteca nazionale di Berlino. Un recente studio di Martin Jarvis, professore presso un università australiana, mette in dubbio la paternità della composizione asserendo che con buone probabilità la nascita delle suites per violoncello e di altre opere di Bach si debbano al genio creativo di Anna Magdalena. Tagssuites-violoncello-bach-cantor-cothen-moglie-leopold-von-anhalt-bologna-pablo casals-anna magdalena
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