Il Concerto delle Dame di Ferrara
Scritto da marco del vaglio   
Mercoledì 24 Giugno 2009 00:00
GiĂ  nella seconda metĂ  del Quattrocento, Ferrara costituiva un importante centro musicale, grazie alla presenza di compositori di scuola franco-fiamminga come Desprez e Obrecht.
Il prestigio venne consolidato nel secolo successivo e raggiunse l’apice fra il 1559 ed il 1597, sotto il regno di Alfonso II d’Este.
Tra le iniziative che, all’epoca, resero la città famosa ed invidiata in tutta Europa, vi era il rinomato Concerto delle Dame, così chiamato perchè la formazione di partenza era costituita dalle cantanti non professioniste Lucrezia Bendidio, Isabella Bendidio, Leonora Sanvitale e Vittoria Bentivoglio, e da un unico uomo, il basso Giulio Cesare Brancaccio.
Questo primo gruppo venne sciolto, per vari motivi, ma la tradizione si interruppe per brevissimo tempo poiché, quando giunse da Mantova la giovanissima Margherita Gonzaga, terza moglie di Alfonso II, portò con sé la cantante e arpista Laura Peverara.
donne e liuto 
Quest’ultima, insieme a un’altra mantovana, Livia d’Arco (cantante e violista) e alla ferrarese Anna Guarini (cantante e liutista), formarono un trio di formidabili interpreti, attivo a partire dal 1580, che divenne il vanto della corte estense.
Del gruppo fece probabilmente parte anche la poetessa e cantante modenese Tarquinia Molza, figlia del poeta Francesco Maria Molza, che fu poi allontanata nel 1589, a causa di una relazione con il compositore Giaches de Vert.
Le musiche eseguite dall’ensemble erano scritte appositamente da Luzzasco Luzzaschi, su testi del padre della liutista, il noto poeta Giovanni Battista Guarini, il che portò ad un connubio musicale e letterario praticamente irripetibile.
 
  
Ma, nel 1597, Alfonso II morì senza lasciare eredi e il suo regno tornò, secondo quanto stabilito da una bolla papale, allo Stato della Chiesa.
Di conseguenza, finì anche l’esperienza del Concerto delle Dame e un notevole flusso di uomini di cultura, compreso Luzzaschi, lasciò Ferrara alla volta di Roma.
La memoria del leggendario trio era però ancora viva, rinverdita nel 1601 dalla pubblicazione, nella città capitolina, di parte della produzione di Luzzaschi.
Per tale motivo, nel 1608 il marchese Enzo Bentivoglio, nipote di Alfonso e del Guarini, in qualità di ambasciatore, da Ferrara si recò in missione a Roma, con il preciso scopo di riportare in auge il Concerto delle Dame.
Riuscì a costituire un gruppo, che si esibiva nel suo palazzo romano, formato da tre cantanti Angela, Lucia e Lucrezia, quest’ultima napoletana virtuosa dell’arpa.
Il nuovo ensemble non raggiunse grande notorietà, ma è passato alla storia in quanto le artiste erano accompagnate da Piccinini, inventore dell’arciliuto e da Girolamo Frescobaldi, all’epoca giovane clavicembalista.
 
Marco Del Vaglio 

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