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Nessuno di noi potrà mai comprendere Chopin, nessuno di noi potrà mai spiegare l'incanto generato dalle sue composizioni, il perchè la sua musica ci tocca nel profondo dell'anima e ci ruba al mondo. Neanche se avessimo avuto la fortuna d'incontrarlo, di seguirlo durante il cammino della travagliata esistenza, neanche studiandone la sua musica notte e giorno per un intera vita. Sarebbe come cercare invano di racchiudere l'infinito universo in una perla. Un genio, un poeta, come definire Chopin. Oggi 1 Marzo 2010 si festeggiano 200 anni dalla sua nascita, in Polonia è quasi una festa nazionale, le più importanti etichette discografiche propongono integrali della sua produzione, le radio gli dedicano tutta la programmazione (radio 3 in Italia). Di Chopin Berlioz diceva: "Non ha un solo punto di somiglianza con nessun musicista di mia conoscenza"; Baudelair descrisse perfettamente la sua arte dicendo riguardo le sue composizioni:"Musica leggera e appassionata che somiglia a un brillante uccello volteggiante sugli orrori dell'abisso". Chopin trovò nel pianoforte il migliore mezzo di espressione dei suoi sentimenti. Infatti quasi tutte le sue opere sono dedicate al pianoforte con un tipo di melodie forse unico nella storia della musica (semplici, pure, eleganti). Chopin è definito musicista "romantico" per eccellenza, forse per la sua spiccata malinconia, ma non si dimentichi che la sua musica ricca di slanci ora appassionati ora drammatici è di un vigore che a volte sfiora la violenza. Chopin fa per il piano quello che i Dadaisti fecero per le arti visive, quello che Wright fece per l'architettura moderna. Le sue modulazioni tenaci ed impreviste aprono nuovi orizzonti verso l'avvenire, preannunciando Wagner e lo sviluppo dell'armonia moderna, sino all'impressionismo di Debussy e di Ravel, non perdendo di vista pilastri della musica per piano come Bach e Mozart. Pur essendo ostile al melodramma, (non composei infatti mai alcuna Opera) ne è profondamente influenzato. Molte delle sue melodie, infatti, sono traduzioni strumentali di modelli melodrammatici francesi e italiani e in particolare di Bellini, del quale il compositore polacco aveva un'alta considerazione. Sebbene rifiuti ogni intrusione letteraria nelle sue composizioni, egli è un uomo di cultura aperto e avvertito: questo rende la sua opera una delle più profonde e perfette sintesi dello spirito romantico. Una vita complessa, controversa, quella di Chopin, in lui avremmo visto un uomo apparentemente debole, timido, riservato, fragile, magrissimo, occhi pallidi. Meno di un metro e sessanta di statura, quarantacinque chili di peso. Un uomo complesso quanto intimamente malinconico, un uomo che scelse la musica, e il piano come forma di espressione dei suoi sentimenti.
Un fatto straordinario fu la sua eccezionale fama di interprete. Non c’è nessun altro esempio di una così grande notorietà costruita soltanto in una trentina di concerti pubblici. Dopo la folgorante apparizione a Parigi nel 1832, Chopin preferì suonare insieme con Liszt e con altri artisti, eseguire la romanza del suo Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore, op. 11 (Hector Berlioz dirigeva l’orchestra del Conservatorio di Parigi) oppure accompagnare il tenore Adolphe Nourrit in un concerto a favore dei rifugiati polacchi.
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