Anticipazioni sulla riforma della lirica,subito polemica
Scritto da lunatica   
Sabato 17 Aprile 2010 20:18
auditorium-santa-cecilia
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, un decreto-legge che costituisce un primo intervento per la riforma degli assetti fondamentali del settore dello spettacolo in particolare lirico-sinfonico, al fine di razionalizzare le spese e di implementare, oltre alla produttività del settore, i livelli di qualità delle produzioni offerte, tenendo conto delle più recenti istanze formulate anche dall'Associazione nazionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche.
La necessità e l'urgenza di tale riforma è resa non più procrastinabile dalla difficile situazione in cui versano molte delle 14 fondazioni liriche del nostro Paese (il Comunale di Bologna, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, l'Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l'Arena di Verona, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Lirico di Cagliari ed il Petruzzelli di Bari), dovuta alle consistenti spese di funzionalità e in particolare alle spese per il personale (circa 5.500 unità), che assorbono il 70% del finanziamento pubblico. Il decreto-legge, inoltre e tra l'altro, fissa l'età pensionabile di ballerini e tersicorei a 45 anni di età, in linea con gli altri Paesi europei.
Il decreto prevede per Scala e Accademia di Santa Cecilia il ruolo di strutture di «particolare interesse nazionale». E questo ha suscitato dure reazioni in molte delle altre realtà, che si sono sentite declassate.
Ora il ministero dei Beni culturali ha 60 giorni per redigere il regolamento e fissare le novità per Scala e Santa Cecilia. Per quanto riguarda il finanziamento, pare che invece che annuale dovrebbe essere triennale. Questo darebbe più tranquillità nella programmazione, senza pericolo di tagli a stagione in corso.
Scala in Serie A e altre fondazioni liriche, come l'Arena di Verona, in serie B? «Spiace», ha commentato il vicepresidente della Fondazione La Scala, Bruno Ermolli, «che qualcuno abbia parlato di teatri di serie A e di serie B. Non è così».
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, un decreto-legge che costituisce un primo intervento per la riforma degli assetti fondamentali del settore dello spettacolo in particolare lirico-sinfonico, al fine di razionalizzare le spese e di implementare, oltre alla produttività del settore, i livelli di qualità delle produzioni offerte, tenendo conto delle più recenti istanze formulate anche dall'Associazione nazionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche.La necessità e l'urgenza di tale riforma è resa non più procrastinabile dalla difficile situazione in cui versano molte delle 14 fondazioni liriche del nostro Paese (il Comunale di Bologna, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, l'Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l'Arena di Verona, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Lirico di Cagliari ed il Petruzzelli di Bari), dovuta alle consistenti spese di funzionalità e in particolare alle spese per il personale (circa 5.500 unità), che assorbono il 70% del finanziamento pubblico. Il decreto-legge, inoltre e tra l'altro, fissa l'età pensionabile di ballerini e tersicorei a 45 anni di età, in linea con gli altri Paesi europei.Il decreto prevede per Scala e Accademia di Santa Cecilia il ruolo di strutture di «particolare interesse nazionale». E questo ha suscitato dure reazioni in molte delle altre realtà, che si sono sentite declassate.Ora il ministero dei Beni culturali ha 60 giorni per redigere il regolamento e fissare le novità per Scala e Santa Cecilia. Per quanto riguarda il finanziamento, pare che invece che annuale dovrebbe essere triennale. Questo darebbe più tranquillità nella programmazione, senza pericolo di tagli a stagione in corso.Scala in Serie A e altre fondazioni liriche, come l'Arena di Verona, in serie B? «Spiace», ha commentato il vicepresidente della Fondazione La Scala, Bruno Ermolli, «che qualcuno abbia parlato di teatri di serie A e di serie B. Non è così».
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