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![]() Se si dice che la follia è una componente fondamentale della genialità di un artista, allora è molto probabile che Chopin, uno dei più grandi compositori romantici, avesse il “dono” di guardare al di là della realtà convenzionale.
Sono moltissimi gli aneddoti e le cronache del tempo, alcune raccontate dalla sua compagna George Sand, che descrivono dettagliatamente gli episodi di allucinazione e di trasposizione della realtà, a cui era frequentemente sottoposto il noto musicista polacco.
Strani esseri che emergono dal pianoforte e lo costringono ad interrompere l’esecuzione dei suoi brani, fantasmi e spettri invadono le stanze in cui soggiorna, esseri multiformi emergono al suono della sua musica; non si tratta di fantasie visionarie di un folle, immagini prodotte da una mente che ha subito un progressivo e costante distacco dalla realtà, per rifugiarsi in un mondo fatto solo di suoni e colori.
Secondo l’analisi compiuta da alcuni ricercatori spagnoli per il Complexo Hospitalario Xeral-Calde di Lugo e pubblicata sulla rivista specialistica Medical Humanities, le allucinazioni che assalivano Chopin erano frutto di una forma particolare di epilessia, quella che affligge il lobo temporale.
Analizzando gli scritti dell’epoca si è potuto comprendere che le sue erano visioni brevi, immagini istantanee, non riconducibili alle allucinazioni prodotte dalla schizofrenia, in cui di solito compaiono voci, né a forme gravi di emicrania, in cui vengono prodotte visioni molto lunghe, bensì provocate da una forma di epilessia del lobo temporale, che produce visioni brevi, immagini che si dissolvono nel giro di pochi secondi.
Ovviamente, considerando il sapere medico dell’epoca, la malattia in questione era pressochè sconosciuta e difficilmente diagnosticabile senza l’aiuto delle tecniche mediche moderne.
Ancora, un precedente studio polacco aveva messo in discussione le cause della sua morte in giovanissima età, a soli 39 anni.
La tradizione riferisce di una malattia polmonare, tubercolosi nello specifico, mentre secondo i risultati ottenuti dai ricercatori polacchi, la morte potrebbe essere stata causata da fibrosi cistica.
Aspettiamo di conoscere, a questo punto, nuovi retroscena forniti dalla scienza e tecnologia applicata alla vita dei grandi protagonisti.
Ma, al di là di forme di epilessia e visioni, sull’autenticità del potere evocativo delle note chopiniane e sul suo talento impareggiabile nel descrivere emozioni e moti dell’animo, siamo ben pronti a scommettere.
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