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Incontriamo oggi il giovane Direttore d'orchestra Gianluca Marcianò, Direttore Stabile dell'Opera di Tbilisi, in Georgia, che negli scorsi giorni ha riscosso un grande successo al Grange Park Opera Festival con la sua interpretazione della "Tosca" di Puccini e al Longborough Opera Festival con "Cosi fan tutte" di Mozart.
Maestro Marcianò, come nasce la sua passione per la musica, ed in particolare per l'Opera, a cui la sua figura è fortemente legata, soprattutto all'estero?
Il mio primo contatto con la musica e' avvenuto quasi per caso, su consiglio del mio maestro delle scuole elementari che aveva notato del talento in me. La mia prima insegnante di pianoforte, Angela Pernigotti, della scuola napoletana di Rossomandi (da cui proviene anche il Maestro Vincenzo Vitale, insegnante di pianoforte di Riccardo Muti) mi ha trasmesso l'amore per la musica e me l'ha fatta entrare nel cuore fin da piccolo.
Mi sono avvicinato all'opera più' tardi, avendo cominciato come pianista solista. L'incontro con il soprano Luisa Maragliano a Genova mi ha aperto gli occhi su questo splendido mondo e da allora e' maturato in me il desiderio di diventare direttore d'orchestra. Aver iniziato con l'opera mi ha reso più' facile in seguito l'approccio verso la musica sinfonica, alla quale dedico sempre più' spazio negli ultimi tempi. L'opera rimane comunque il primo e grande amore e quindi sarà' sempre parte fondamentale del mio repertorio, dal barocco fino ai compositori contemporanei .
C'è un compositore a cui è particolarmente legato, se si perché?
E' sempre difficile per un musicista menzionare un unico compositore, perché' tutti i grandi geni con cui ci confrontiamo giorno per giorno hanno dato qualcosa di speciale, unico. Vorrei dire che li amo tutti, ma se proprio dovessi scegliere, porterei sempre con me le partiture di Mozart, Verdi e Puccini e, naturalmente tutte le Sinfonie di Beethoven.
Quali sono gli artisti che hanno segnato la sua "nascita musicale"?
Come ho già' detto, la mia prima insegnante di pianoforte ha avuto un ruolo determinante ai miei esordi nella musica. Vorrei ricordare anche il Maestro Loris Voltolini, del quale sono stato assistente agli inizi della mia carriera di direttore d'orchestra ed al quale devo moltissimo. Tra i grandissimi dai quali ho sempre tratto ispirazione, vorrei citare Carlos Kleiber in primis ed anche Arturo Toscanini e Riccardo Muti.
In questi anni ha avuto modo di lavorare con grandi cantanti, musicisti e registi, quali sono gli incontri che ricorda con maggior piacere, quali sono quegli artisti che musicalmente e umanamente le hanno dato di più?
Lo stesso discorso che ho fatto per i compositori potrei ripeterlo qui. Sicuramente ho dei ricordi speciali. Ricordo la prima volta che incontrai il mezzosoprano Nino Surguladze per una recita di Nabucco a Zagabria. quell'incontro ha sicuramente cambiato la mia vita. Ora sono direttore musicale al Teatro dell'Opera di Tbilisi, da cui Nino proviene. Questo dice tutto, credo.
Oltre che per l'Opera di Tbilisi lei è stato nominato direttore musicale per i Windland Project di Pechino, e per l' Al Bustan Festival di Beirut, ha lavorato in Inghilterra, negli Emirati Arabi Uniti, Come cambia il suo modo di fare musica in questi luoghi? Come cambia il pubblico?
Riguardo agli Emirati, si dovrebbe fare un discorso a parte, in quanto il pubblico locale non e' ancora abituato alla musica classica occidentale. Ma questo rende l'esperienza ancor più' stimolante. La Cina e' di sicuro uno dei nuovi centri culturali a livello mondiale, che sforna ogni anno grandi musicisti ed il pubblico sempre più' sta apprezzando la musica classica e l'opera in particolare. Adoro le emozioni che ricevo dal pubblico georgiano, molto caldo. Sono veri melomani! Beirut e' stata una grandissima scoperta, un festival meraviglioso, un perla del Medioriente. E sull'Inghilterra, che dire. Alcune delle migliori orchestre del mondo sono a Londra e forse li' si trova anche il pubblico più' competente. Il mio modo di fare musica rimane sempre lo stesso, in qualsiasi luogo. Il mio rapporto e' sempre e comunque con la partitura che ho di fronte.
In seguito alla sua nomina di direttore Stabile all'Opera di Tbilisi ha avuto modo di conoscere il popolo Georgiano, che molti dicono essere molto simile a quello Italiano, è vero? Quale sono le caratteristiche che secondo lei ci legano?
Quando sono arrivato a Tbilisi, ho subito capito che avrei potuto vivere in quella città'. Amore a prima vista, direi! I nostri popoli sono molto simili, espansivi, ospitali, generosi. Ci lega anche l'amore per la musica, per il canto, per il cibo e per il vino!
Cosa significa essere direttore d'Orchestra oggi,?
Il Direttore e' prima di tutto uno psicologo. Deve riuscire a capire chi ha di fronte e trovare il modo di farlo suonare e cantare al suo massimo, facendolo sentire a suo agio. Quando si arriva sul podio bisogna trasmettere sicurezza e precisione, ma anche rispetto e positività'. Con un sorrio si possono ottenere risultati sorprendenti a volte. La comunicazione, soprattutto negli ultimi tempi e' diventata un elemento altrettanto importante, sia sulla scena che fuori.
La Musica Classica, l'Opera in particolare, fa fatica a scrollarsi di dosso, soprattutto tra i giovani Italiani , un'immagine un po polverosa, vecchia, a volte noiosa. Cosa crede si debba fare per rilanciare un genere, che in Italia viene spesso bistrattato?
Noi giovani musicisti abbiamo la possibilità' di "uscire fuori" e mostrare che la musica classica e' molto più' attuale di quello che si pensa. La nuova generazione ha gli strumenti giusti per conquistare nuovo pubblico, avvicinandosi ai giovani ed attraendoli usando un linguaggio non obsoleto e rompendo con i molti cliché' che sono comunque ormai superati.
A Settembre dirigerai nuovamente Tosca, alla Cadogan Hall di Londra, è un Opera che ritorna spesso tra i suoi impegni, quali sono gli aspetti dell'Opera su cui focalizza la sua interpretazione?
Sangue e passione traspare in quasi tutta la partitura che Puccini ha magistralmente ricamato. Cerco sempre di mettere in rilievo questi due elementi, portando all'estremo tutti i segnali che il grande Maestro ci ha lasciato indelebili tra le note di Tosca. Non si possono risparmiare energie, nemmeno per un secondo. Alla fine dell'opera esco sempre stremato, perché' metto sempre tutta la passione e l'amore che mi bruciano dentro.
Per maggiori informazioni sul maestro Gianluca Marcianò vi consigliamo di visitare il suo sito web ufficiale contentente news, informazioni e date delle sue performance in giro per tutta l'europa
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