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E' stato annunciato ieri che  alcuni dipendenti del Carlo Felice di Genova cominceranno uno sciopero della fame davanti al Teatro tra le giornate di Giovedì e Venerdì, sciopero questo che andrà avanti sino a che comune e regione non riescano a risolvere la questione legata al fondo pensioni, il comune intanto chiede ufficiosamente ed ufficialmente una mano allo stato per risolvere la questione. Il fondo pensione di centinaia di lavoratori, è stato utilizzato per l'ordinaria amministrazione del teatro, e adesso, ad essere a rischio oltre i posti di lavoro, ci sono anche le pensioni di professionisti che hanno lavorato per anni all'interno del teatro. Ma spostandosi nel resto dell'italia la situazione non migliora. Se Mehta chiede agli italiani: "Ognuno di voi deve scrivere al governo e chiedere di smettere con i tagli, per favore" all'apertura del Festival di Assisi nel Mondo insieme all'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, è proprio il Maggio che per colpa dei tagli ha dovuto ridimensionare la stagione a due sole opere: Il Crepuscolo e Patto di Sangue (prima assoluta). Il Rossini Opera Festival, drasticamente ridimensionato rispetto agli scorsi anni, a Parma teatro e Festival Verdi sono letteremente a caccia di Investitori visto il persistere e l'aggravarsi delle difficoltà economiche della Fondazione Teatro Regio, all'interno del cui cda è entrata nei mesi scorsi la regione, con un "versamento" straordinario di 1,5 milioni di Euro. Intanto mentre si aspetta la riapertura del Petruzzelli a Bari, Il Politeama di Palermo, che vede come direttore musicale il noto, per vari motivi, Alberto Veronesi, è in condizioni architettoniche ed economiche in forte degrado, tanto da costringere i dipendenti dell'orchestra a contratti trimestrali.   ![]() Alessandro Baricco.  Il ministro Bondi preannuncia una rivoluzione, una riforma "quadro" per le fondazioni Liriche, Alessandro Baricco propone per motivi, opinabili ed ampiamente discussi di tagliare i fondi alla musica e alla cultura, per darli a scuola e televisione, come possiamo ben comprendere non è nei piani di questo governo dare fondi alla scuola, vista la  riforma universitaria  e scolastica proposta nei mesi scorsi e sinceramente crediamo che di soldi la televisione ne abbia fin troppi e che non sia un problema per le reti televisive generare utili. E' sicuramente vero che ci sono stati negli ultimi anni, movimenti poco limpidi all'interno di fondazioni liriche ed enti legati alla promozione culturale, che sono diventate mira di politici da quattro soldi ed affaristi senza scrupoli. Certo in certe occasioni non si può dare la colpa solamente agli amministratori, i sindacati sono in certi casi chiusi al dialogo. Nel marzo oramai concluso sempre a Palermo, al teatro Massimo dovevano essere effettuate due recite di un Faust in forma di concerto, ma due scioperi (uno nazionale ed uno interno al teatro che poteva con intelligenza essere quantomeno spostato) hanno imposto la cancellazione di entrambe le recite, la conseguente restituzione dei soldi di tutti quelli che avevano comprato i biglietti (il teatro era full per entrambe le occasioni da tempo). La cancellazione delle recite, cosa ancora più grave, ha fatto si che il materiale registrato per una incisione audio finanziata da alcuni sponsor, data la presenza del tenore Andrea Bocelli nel ruolo di Faust (a quelli che storcono il naso ricordo che stiamo comunque parlando di un nome discografico),non fosse sufficente per una buona incisione , con la conseguente probabile perdita del materiale registrato e del sussidio economico di sponsor privati, gli stessi che ci si auspica di trovare per finanziare la cultura secondo i probabili piani anticrisi del governo. La crisi colpisce l'occidente, ed i primi tagli ovviamente si fanno per arte e cultura, che sono considerate, senza torto, di secondaria importanza rispetto ad altri settori economici. La domanda che ci facciamo è: come si difendono gli altri paesi europei? Francia, Germania e Inghilterra come reagiscono alla crisi? Che operazioni adottano nei confronti della Cultura, del finanziamento di Musica e Teatro? A Wexford (Irlanda), ad Oslo e a Londra vengono inaugurati e progettati nuovi teatri d'Opera  ed Auditorium. Ad Amsterdam il cartellone viene infoltito di quasi un terzo nella programmazione della prossima stagione rispetto a quella attuale. Anche li puntano sulla televisione con dei finanziamenti pubblici? Muti dichiara:  "Non è possibile che si possa pensare ad un'Italia con i teatri chiusi o zoppicanti. Siamo in un momento di crisi, ma io sono ottimista che alla fine nonostante la situazione difficile, grazie alle persone che lavorano per i teatri e che si battono per la cultura, chi deve decidere deciderà per il meglio" Ci sembra quasi Lapalissiano affermare che è vero che serva una riforma dei Teatri Italiani e delle fondazioni liriche, come è vero che tagliare fondi in questo modo non può che mettere in ginocchio un settore economico che non è fatto solo dai teatri e dai loro dipendenti, ma anche di tutti quei settori che traggono profitto dalla presenza di cartelloni pieni e di qualità . Un cambiamento troppo veloce può essere definito un trauma. Tagscrisi-taglio fus-opera-carlo felice-sciopero-mehta-maggio musicale-muti-palermo-massimo-politeama-baricco-biondi-ministro-lavoratori-artisti-scioperi
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